ISA: note aggiuntive per evitare i controlli

I contribuenti tirano un sospiro di sollievo: è possibile scampare ai controlli del fisco grazie alla nota aggiuntiva.

Dopo le polemiche delle ultime settimane, i titolari di partita IVA con punteggio basso hanno adesso la possibilità di fornire elementi per chiarire la loro situazione all’Agenzia delle Entrate, proprio aggiungendo le informazioni nel campo delle note, spesso sottovalutato. A dichiararlo è Pier Paolo Baretta, sottosegretario del ministero dell’Economia. Una novità interessante dopo il “no” del Governo alla richiesta dei commercialisti di disapplicare gli ISA 2019 riferiti all’anno precedente.

L’integrazione di informazioni nella nota aggiuntiva rappresenta per il Fisco una risorsa importante che, disponendo degli elementi necessari per il controllo, direzionerà la propria analisi sulle posizioni più a rischio, secondo la circolare n.17/19.

In tal modo, anche coloro che hanno ottenuto livelli minimi di affidabilità, ma che hanno fornito adeguate giustificazioni, non saranno presi di mira dai controlli automatici dell’AdE. Per tale motivo il consiglio per i contribuenti ISA dell’anno corrente è piuttosto chiaro: fare attenzione al riquadro delle note aggiuntive per chiarire le proprie posizioni e le cause del proprio scarso punteggio.

Agendo in questo modo, quindi, non sarà obbligatorio adeguarsi agli Indici Sintetici di Affidabilità. Gli Isa, ad ogni modo, rimangono uno strumento utile per l’Agenzia delle Entrate, grazie al quale l’Amministrazione Finanziaria potrà continuare ad effettuare verifiche contro gli evasori fiscale e le situazioni più a rischio.

Non si tratta, di certo, di una grande vittoria per i titolari di partita IVA, che invece continuano a manifestare il disappunto verso le dichiarazioni ISA e che chiedono la loro disapplicazione. I commercialisti, anche loro in difficoltà, hanno indetto uno sciopero in segno di protesta, frenando l’invio dei modelli F24 (tra la fine di settembre e ottobre) e non partecipando alle udienze nelle commissioni tributarie da giorno 29 settembre fino al 7 di ottobre 2019.

Per tutta risposta, il Governo giallorosso ha annunciato che andrà incontro alle richieste dei contribuenti con l’obiettivo di rendere il processo più efficiente ed equilibrato, rielaborando i suoi punti critici. Una mossa che vuole provare a non sottovalutare le esigenze dei liberi professionisti, ma che rimane in linea con le intenzioni dell’Esecutivo che mira – come già detto – ad un’aspra lotta all’evasione fiscale.

 

Isa 2019: le scadenze da non dimenticare

I versamenti delle imposte derivanti dalle dichiarazioni Isa (così come quelli derivanti dalla dichiarazione dei redditi) erano stati fissati inizialmente al 30 giugno 2019.

Il ritardo del rilascio del software Isa 2019 da parte dell’Agenzia delle Entrate, tuttavia, ha cambiato le carte in tavola. Il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, inizialmente, aveva firmato un decreto ministeriale dove rendeva noto l’intenzione di prorogare la scadenza per i versamenti Isa da giugno a luglio. I contribuenti, nello specifico, per regolarizzare la loro posizione avrebbero avuto tempo fino al 22 luglio 2019 (o al 21 agosto 2019 con una maggiorazione dello 0,40%).

L’ultimo emendamento al Decreto Crescita, tuttavia, ha superato il precedente Dpcm firmato – ma non ufficializzato – di Tria. La proroga dei versamenti Irpef, Ires, Irap e Iva (salvo ulteriori modifiche) per tutti i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati attivati gli Isa è stata estesa al 30 settembre 2019.

 

Fonte:  https://quifinanza.it/fisco-tasse/nuovi-isa-2019-cosa-sono-scadenze-modello-redditi/292997/

Fonte:  https://quifinanza.it/fisco-tasse/isa-perche-importante-campo-note-aggiuntive/312932/?ref=libero

 


  pubblicato il 27/09/2019

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